Chi ha con se acqua e amore, scorre,
anche per la cupida veda di un uomo gelido,
a primavera lo separa dal freddo,
scorre, verso dove ogni radice è capovolta. Così sbocci fiore
:
come una musa storica per Giulia e Carlo,
amanti e angeli della comune.
Il re, nascose i corpi degli amanti sotto il suo mantello,
in ogni Elfico ostello girò la voce, il principe degli Elfi giovane e
leone,
contro ogni caccia, con le sue fatate compagne,
difese la fantasia e il mistero,
anche un' utopia, sogna una terra erotica che presto rivedrò.
Giuliani, oh! Poeta della rifondazione, tra i genovesi quartieri,
ritornerai per guidarmi. Hanno sparato Giulia e Carlo, per il loro amore livido,
che ci ha condotti, contro la nostra volontà, tra la cenere; riprendo,
il verso, da dove ogni radice è capovolta, così anch'io sarò
tra i veri.
In silenzio! Venite pure a prendermi, suoni comunitari,
ancora vivo, ma solo per poco,
affrettatevi Giulia e Carlo, mi troverete in un quadro surreale, ma tra i terreni,
aizzati i miei due compagni Elfi sono morti. Hanno insegnato il controllo,
sulla gelosia e la libertà al fratello bosco,
all'aria e ai monti, hanno portato in trionfo l'amore sotterraneo.
Gli Elfi bianchi belli e splendenti,
chiedono a Venere di non dimenticare,
che anche per gli Elfi neri : deformi e nani,
il popolo invoca il sogno d' amore, per la guarigione.